BONIFICHE AMIANTO

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CHE COS'È L'AMIANTO?
È un insieme di minerali del gruppo dei silicati ed è dotato di struttura fibrosa. È molto comune in natura e si ottiene dalla roccia madre per mezzo di frantumazione e arricchimento. Appartiene alle serie mineralogiche del serpentino (tra i più comuni il crisotilo o amianto bianco) e degli anfiboli (l'amosite o amianto grigio e la crocidolite o amianto blu).Un derivato molto noto è il cemento-amianto, chiamato anche fibrocemento o Eternit ®, dal nome dell'azienda produttrice. È un materiale che si compone di cemento rinforzato con fibre di amianto, dotato di un'elevata resistenza alla corrosione, alla temperatura e all’usura.

PER COSA È STATO UTILIZZATO L'AMIANTO?
Tra i diversi luoghi di utilizzo, l'amianto ha trovato ampio uso come materiale presente su travi metalliche e soffitti, come materiale di coibentazione, per canali di ventilazione, tubi, condutture di scarico, nelle pareti o nei soffitti di edifici prefabbricati come scuole o ospedali, nelle canne fumarie, serbatoi e nelle condotte per l'acqua, in elettrodomestici, in prodotti tessili per indumenti resistenti al fuoco, caldaie, termosifoni, nei cassoni per acqua in fibrocemento, nei pannelli isolanti, lastre ondulate, nei pavimenti vinilici, etc...

PERCHÉ L'AMIANTO È PERICOLOSO?
La pericolosità dell'amianto è dovuta alla sua struttura fibrosa. A causa dell'usura e/o di una sollecitazione esterna, le particelle sottili si spandono nell'aria e nel suolo, con il rischio di essere inalate. La cessione di fibre è quindi connessa alla perdita di compattezza del manufatto esposto agli agenti atmosferici o al deterioramento ad opera dell’uomo. Se il manufatto è in buone condizioni, la dispersione di fibre potrebbe non verificarsi (ATTENZIONE: considerando che il divieto è avvenuto nel 1992, i manufatti esistenti hanno minimo 25 anni).
QUALI PATOLOGIE CAUSA L'AMIANTO?
Il Ministero della Salute ha accertato che nel nostro paese, tra il 1988 e il 1997, si sono registrati 9.094 decessi per tumore maligno della pleura, ma il picco della mortalità per malattie connesse all'esposizione all'amianto avverrà tra il 2015 e il 2020.
Il deposito delle fibre negli alveoli polmonari e nei bronchi è causa di danni irreversibili ai tessuti. Il corpo non riesce a smaltire le particelle inalate con il rischio di insorgenza di forme tumorali, tra cui l’asbestosi, il mesotelioma pleurico-peritoneale e il cancro ai polmoni, del tratto gastro-intestinale e della laringe. I periodi di incubazione giungono fino a 40 anni.
    
COSA FARE UNA VOLTA INDIVIDUATO IL MANUFATTO IN AMIANTO E COME SMALTIRLO?
La verifica della presenza di amianto, l'ispezione e la valutazione dello stato di conservazione è a carico del proprietario o del responsabile dell'attività svolta nell'immobile (il quale si rivolgerà a ditte specializzate). Una volta accertata la pericolosità del manufatto – caso in cui ricorre la necessità di smaltimento o misure di intervento– è obbligatorio rivolgersi a ditte specializzate, iscritte all’Albo nazionale Gestori ambientali nella categoria 10 (sub categoria 10A o 10B).
Vige l'obbligo per i proprietari di comunicare all'ASL i dati relativi all'amianto presente nei manufatti, per i necessari censimenti.

COME AVVIENE LA BONIFICA DELL'AMIANTO A NORMA?
Si verificano tre modalità di interventi di bonifica, così come indicato nel Decreto Ministeriale 6 settembre 1994: incapsulamento, confinamento, rimozione, e trattamenti conservativi dei manufatti contaminati da amianto –
 
-    L’incapsulamento dell'amianto è una verniciatura con apposite speciali sostante che, spruzzate nei manufatti, inglobano le fibre non consentendo loro di liberarsi nell’aria. (visita ambiti di incapsulamento)

-    Il confinamento dei manufatti con amianto è una tecnica che ha l’obiettivo di evitare l’aerodispersione mediante l’incameramento del manufatto all’interno di un nuovo manufatto o con l’installazione di una barriera a tenuta di polvere che separi l’amianto dalle aree occupate dall’edificio. La costruzione del nuovo manufatto deve prevedere l’impossibilità dell’aerodispersione, anche futura, delle fibre di amianto. A tale scopo la legislazione prevede che il manufatto contenente amianto, prima del confinamento, debba comunque essere trattato con verniciatura a spruzzo per l’incapsulamento. ( visita ambiti Sovracoperture )

-    La rimozione dei manufatti contenenti amianto ha la finalità di eliminare il problema in modo definitivo. I materiali con amianto devono essere conferiti in apposite discariche. L’applicazione di questa tecnica di bonifica è regolata da una moltitudine di questioni che devono essere affrontate, con estrema perizia, per evitare la liberazione delle fibre aerodispersibili durante la rimozione stessa. L’impresa che curerà la rimozione deve redigere un piano di lavoro dettagliato che l’ente preposto deve approvare. Successivamente alla rimozione non è più necessario, da parte della proprietà, proseguire con la valutazione periodica dei rischi.

Il piano di lavoro ex Decreto L.gs. 626/94, art. 59 da parte delle imprese che effettuano la rimozione di materiale contenente amianto da edifici, strutture, apparecchi, impianti e mezzi di trasporto deve essere inviato allo SPISAL competente per territorio dove avviene la bonifica, almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori.